Provincia di Trieste

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Pianificazione Territoriale e Progetti Europei

La vegetazione mediterranea

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Ecosistemi di tipo mediterraneo si sviluppano in condizioni di clima temperato-caldo (media annua compresa tra 14°C e 20°C e nessun mese dell’anno ha grossomodo temperatura media inferiore a 0°C), con piovosità variabile in generale fra 300 e 1000 mm annui e ben caratterizzata aridità estiva. Queste condizioni climatiche si verificano su grande scala in almeno cinque parti del mondo, tutte localizzate nelle fasce latitudinali all'incirca tra i 30° e 40° nord e sud ed a ridosso delle coste: nell'emisfero settentrionale abbiamo il Bacino Mediterraneo e la California, mentre nell'emisfero australe il Cile Centrale, il Sudafrica e l' Australia Sud-occidentale. La vegetazione naturale delle zone a clima mediterraneo è caratterizzata dalla dominanza di arbusti e piccoli alberi sempreverdi con foglie perlopiù coriacee e fortemente lignificate. In ognuna di queste aree la vegetazione assume un nome proprio caratteristico, si ha così nel Bacino Mediterraneo la macchia, la gariga o in Grecia la phrygana, in California il chaparral, in Cile Centrale il matorral, in Sudafrica il fynbos ed in Australia il kwongan, nomi che derivano dal linguaggio delle popolazioni che abitano questi territori. In ognuna di queste aree si hanno popolazioni di specie vegetali diverse, caratteristiche delle grandi regioni floristiche in cui vivono.

  

Le piante che vivono in ambiente mediterraneo hanno due periodi critici: l’inverno, a causa delle basse temperature e delle gelate occasionali, ma soprattutto l’estate per l’accentuata aridità ambientale. L’aridità estiva rappresenta uno shock per la pianta, che sviluppa una serie di adattamenti per limitare le perdite d'acqua per traspirazione: si osserva un’accentuata sclerofillia, ossia la lignificazione delle pareti cellulari delle foglie, lo sviluppo di una spessa cuticola cerosa ed altri accorgimenti. Il ciclo annuale delle piante mediterranee è condizionato dalle caratteristiche climatiche: le piante perenni, soprattutto le specie legnose, iniziano l’attività vegetativa con le prime piogge autunnali, che hanno inizio generalmente a settembre, e si prolunga fino a dicembre. Dopo una pausa invernale dovuta alle basse temperature si ha un’intensa ripresa vegetativa in primavera che continua fino all’inizio del periodo arido, a luglio. L'estate è fase di riposo vegetativo quasi completo. Analogo è il ciclo della maggior parte delle piante annuali: la germinazione dei semi avviene dopo le prime piogge autunnali e si ha attività vegetativa fino a primavera; prima che inizi il periodo arido si ha la fioritura, fruttificazione e disseminazione in modo che le piante possono sfuggire al periodo critico estivo rimanendo in stato dormiente in forma di seme fino all’autunno successivo. Alcune terofite brevidiurne, le specie cosiddette effimere, prolungano ulteriormente il loro stato di dormienza fino alla primavera successiva, compiendo così il loro intero ciclo vitale in pochi mesi rifuggendo completamente allo stress estivo.

   

Nel territorio della Provincia di Trieste la macchia mediterranea consiste in una sottile striscia di vegetazione a sclerofille che sulla costiera di Trieste si estende per non più di 250 metri di altitudine dal livello del mare al ciglione carsico. In questa situazione si è potuta mantenere grazie alla concomitanza di vari fattori, quali l'esposizione prevalentemente meridionale, l'accentuato effetto albedo, l'elevata acclività, che protegge l'area dai venti dominanti di bora e grecale durante il periodo invernale. Questo tipo di vegetazione non stabilisce alcun rapporto con la vegetazione circostante, costituita prevalentemente dal bosco a roverella e carpino nero, è quindi un'oasi termofila nella quale si è potuto instaurare un habitat mediterraneo, che raggiunge l'estremo limite settentrionale del suo areale di distribuzione.

   

Elenco delle specie mediterranee

        


Bibliografia:

   

Pignatti S. e Nimis P. L. (1995) – Biomi (in: Pignatti S. eds. – Ecologia Vegetale). UTET, Torino. Pagg. 319-355.

Poldini L. (1989) – La vegetazione del Carso isontino e triestino. Studio del paesaggio vegetale fra Trieste, Gorizia e i territori adiacenti. LINT, Trieste.

Thornes J. B. (1996) – The European Mediterranean Basin (in: C. J. Brandt and J. B. Thornes ed. - Mediterranean Desertification and Land Use). J. Wiley and Sons, Chichester – England. Pagg.: 4-6.

Ultimo aggiornamento: Wed Sep 04 14:44:07 CEST 2013
Sviluppo e Pianificazione territoriale